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mercoledì 15 dicembre 2010

Grazie Signore Grazie!

Carissimi, non potete capire quanto sia godurioso mettersi lo smalto e farsi la french manicure alle unghie dei piedi. So bene che si fa alle mani, ma Camillo Ruini mi ha fatto notare più volte che non è bene puntare il dito contro qualsiasi minoranza con l'indice sbrilluccicoso di smalto rosello. So anche bene che nessuno è mai riuscito a farsi il french alle unghie dei piedi, ma che ci sto a fare nelle stanze dei bottoni della Chiesa Cattolica e Apostolica Romana se non per sapere i più arcani misteri dell'universo?
Ma miei apostolici fedeli uomini e mie incidentalmente fedeli donne, non potete capire che goduria sia applicarsi il gel per le unghie mentre la Santanché dà il cinque a La Russa perché dei provvidi venduti salvatori della patria hanno deciso dall'oggi al domani di tradire  votare la fiducia per garantire alla Chiesa alla Patria la necessaria sponda politica stabilità dello sgravio dell'ICI e altri privilegi odiosi economica e finanziaria.
Veramente, ieri mi sono sentita di nuovo giovane, un po' come nel 1993, quando tristi e mogi, facevamo riunioni frequenti per capire dove saremmo andati a parare. Ci vedevamo sempre a Villa Wanda, a casa di Licio Gelli, che sarà anche un massone, ma le sue crostatine al cioccolato e banana fanno sempre chiudere un occhio dinanzi alle divergenze di vedute. Ci sedevamo ad un tavolo con lui, Camillo Ruini, Vito Ciancimino in rappresentanza della mafia e per la Democrazia Cristiana l'unico tesserato che poteva presentarsi all'epoca senza gli schiavettoni ai polsi, ovvero un netturbino sordocieco dell'AMA. Io ero ancora vescova all'epoca e il mio compito era mettere le zollette nel tè di Ruini e continuare nello sgabuzzino di Villa Wanda la mia frequentazione con Rudolph, un agente della CIA biondo e con l'hobby del bondage.
"Ma che fine ha fatto Rudolph? Non lo vedo da un paio di anni a questa parte alle nostre riunioni!" chiesi mentre mescolavo il tè di Camillo
"Gerlando è la quinta volta che te lo diciamo, da quanto è caduto il Muro di Berlino alla CIA fottesega chi va al governo in Italia!" mi disse Licio.
"Oooooh... e allora perché stiamo ancora qui a tramare alle spalle della Costituzione e dei cittadini per mantenere al governo chi ci pare? Se i comunisti non ci sono più significa che i buoni hanno vinto, no?"
"Camillo, ma da dove minchia l'hai preso 'sto vescovo? Al sorteggio li sceglie il papa? Te lo spiego, te lo spiego: senza comunisti, che motivo c'è di votare ancora Democrazia Cristiana?" mi spiegò con dolce fare Ciancimino.
"Aaah, e quindi...."
"... e senza DC niente più leggi a favore della mafia!"
"E senza DC, niente più privilegi a favore della Chiesa!" disse Ruini
"E senza DC niente più tangenti, cricche e comitati d'affari che si ingrassano con bustarelle e fondi neri!" disse Licio
"E senza DC niente più favori, clientelismi, raccomandazioni alla luce del sole in cambio di voti!" fece segno con i gesti il netturbino sordocieco.
"Quindi, ricapitoliamo. Ora che non ci sono più i comunisti e c'è Tangentopoli, non ci sono più scuse per mantenere in vita un partito intrallazzone e tangetaro come la DC, è questo che volete dire?"
"ESATTO! E SENZA LA DC CHI CI MANTIENE IN VITA?" dissero tutti come un disperato coro greco.
"Picciotti, dovete ascoltare tutti: se la mafia non trova un nuovo interlocutore politico, Leoluca Bagarella minaccia di chiedere l'indipendenza della Sicilia!" disse Vito.
"Capirai, con tutti i soldi che risparmieremmo in stipendi statali potremmo riempire la Cappella Sistina di Nutella..."
"Mica è quello il problema, lui vuole anche cambiare il nome alla Sicilia, vuole fondare la Libera Repubblica di  Leolandia!"
"Ah no, ok, dobbiamo trovare una soluzione!"
"Bella cosa avere finanziato Solidarnosc con i fondi neri dello IOR! Volevamo abbattere il comunismo, e adesso rischiamo di farci abbattere noi! Ma perché perdiamo tempo in Curia a leggere trattati di teologia e filosofia, quando per capire come ci sarebbe andata a finire con la caduta del Muro ci bastava guardare i cartoni animati? Insomma, riflettete: Willy il coyote avrebbe senso senza Be bep? E Tom senza Jerry? Sarebbero solo un anonimo gatto e un anomino coyote... e anche noi adesso siamo degli anonimi coyoti... anzi... peggio!" disse scoppiando in lacrime Ruini.
Il problema appariva complesso e multiforme. Come fermare l'allegra macchina da guerra di Achille Occhetto? Come formare di punto in bianco una forza politica che apparisse nuova e al tempo mantenesse tutto com'era? E soprattutto con chi, visto che qualsiasi persona ci avesse fatto da baciapile adesso suonava l'armonica in cella? E, problema dei problemi, come convincere gli italiani a votare nei secoli dei secoli la stessa identica forza politica senza la paura del comunismo e, problema dei problemi, senza più una lira per infornare centinaia di miliardi di stipendiati pubblici?
"Possiamo dire agli italiani di votare per noi perché noi abbiamo i biscottini!" disse Gelli con una teglia di pasticcini appena sfornati.
"Poi uno dice come gli è venuto in mente di andarsene in giro con il Piano di Rinascita Democratica nella valigia, vabbé..." bisbigliarono tutti subito dopo.
Ad un certo punto, qualcuno bussò alla porta. Chi poteva essere a quell'ora? E poi la riunione non doveva essere segretissima?
"Non preoccupatevi, sarà il signor Franco..." disse Gelli andando ad aprire.
Se state pensando che sia il tizio dei servizi segreti che Massimo Ciancimino tira in ballo negli interrogatori, non è un omonimo, è proprio lui. Adesso tutti quanti vi starete chiedendo di descriverlo con dovizia di particolari, ma non posso. Non per paura della ritorsione, ma proprio perché nessuno lo sa. Essendo membro di qualsiasi servizio segreto deviato possibile ed immaginabile, il signor Franco non è riconoscibile. La CIA infatti l'ha munito di uno speciale dispositivo ultratecnologico capace di trasformarlo in qualsiasi cosa egli desiderasse e mantenere in eterno mentite spoglie. Bastava semplicemente per lui dire la seguente formula:
Penna lunare, in un [inserire nome qui] mi voglio trasformare!
Mi apparve quindi così il signor Franco quando oltrepassò la porta d'ingresso.



"Franco... ma come... ma come..." dissero tutti.
"Ma come ti sei vestito? Sei bellissimissimo! Ti prego, mi presti il tuo dispositivo? Lovogliolovogliolovoglio!" feci io sobriamente.
"Eh eh... spiacente Gerlando, ma sono in missione per conto dei servizi giapponesi. Sta nascendo una nuova moda da quella parti, la moda gothic lolita, e io mi devo infiltrare tra i suoi adepti e ucciderli prima che questa moda sbarchi in occidente! Però mi sta bene il corsetto, nevvero?"
"Che sei venuto a fare qui, Franco?" disse Vito.
"Ho trovato la quadratura del cerchio. Anzi, più che trovata mi è stata suggerita da Marcello Dell'Utri."
"Dell'Utri? Ma quello è un minchione! Quando Mangano gli telefonava per la storia di vendere cavalli a Milano, lui veniva a trovarlo vestito da fantino e lo pagava in biada! Sai quanto ci abbiamo messo a fargli capire che i cavalli erano partite di droga?"
"Fa silenzo Vito! Continui signor Franco..." disse Ruini.
"Silvio Berlusconi."
"COSA?!"
"Esatto: Silvio Berlusconi scende in campo, così le banche gli riaprono il credito, lui paga i debiti, si fa le leggi apposta apposta per scansarsi i processi... e fa tutto quello che volete voi."
"Tutto tutto?" dissero gli astanti.
"Sta nella cacca quanto voi, perché non dovrebbe restituire il favore? E poi non faceva parte del tuo club Licio? E non chiedeva soldi a te Vito?"
"Ma lui non è il proprietario di un impero mediatico? Non ci sarebbe un conflitto d'interessi?" articolò con le dita il netturbino.
"Appunto. Niente più spauracchio comunista per irretire gli italiani, niente più bombe nelle piazze per rafforzare i partiti di governo: sei televisioni, una marea di giornali e un esercito di intellettuali leccaculo sapranno garantirvi l'eterno torpore della società!"
"Fiiiiicoooooo!" dissero tutti gli astanti, poi Licio mise un disco di Loredana Berté e ballammo come le pazze per festeggiare tutta la notte.
Così nacque la Seconda Repubblica. E la cosa bella è che ancora dura! Davvero, non potevamo avere sedici anni migliori. Sinceramente Silvio non mi piaci: sei basso, hai la panza, e sembra che hai i capelli disegnati con l'Uni Posca marrone. Insomma ho un sacco di seminaristi ivoriani che mi passano sotto gli occhi ogni giorno, con te ci andrei solo se volessi fare la valletta (come del resto il 99,9% delle donne eterosessuali). Tuttavia la tua scafataggine morale e politica ci ha dato molto più potere che qualsiasi altro Andreotti di turno. Niente tasse, appalti in RAI, referendum assurdi, l'umiliazione di qualsiasi progresso civile e democratico di quel lembo di terra che circonda Città del Vaticano, detta anche Italia. Cosa potevamo chiedere di più?
E allora, dopo il tuo ennesimo trionfo, io ti dico grazie e grazie in anticipo anche a Marina quando diventerà premier nel momento in cui tu sarai eletto Presidente della Repubblica.
Non preoccuparti per la tenuta della maggioranza: c'è già una macchina che aspetta Casini sotto casa. Che gli piaccia oppure no.

xxx Gerlando Gerlandetti


I'll be wating for you tonight

Alla prossima!

mercoledì 8 dicembre 2010

A presto

Cari fedeli, purtroppo causa viaggio pastorale alle Isole Mauritius, sarò inevitabilmente lontana dal mio blog di diffusione della Vera Fede Cattolica. Dato che oggi è l'Immacolata, vi lascio con un'immagine pregna di senso di fertilità di Mayala al Curry Maryah Carey in gravidanza.


A presto!

Gli orrori del Concilio Vaticano II: i cori

Carissimi miei adepti, oggi sono in vena di nostalgia. Sarà che oggi ascoltavo il cd delle voci bianche fare le cover dei capolavori delle Spice Girls, sarà che è l'inverno si avvicina, ma oggi ripensavo ai miei anni ruggenti di preta. Che tempi meravigliosi! Sapete, prima che venisse in testa al papa che la Chiesa dovesse avvicinarsi ai fedeli, andava tutto a meraviglia. Io mi trovavo così bene con il vecchio rito e anche i fedeli! Passavo la mia oretta di liturgia di spalle, dicevo la mia pappardella in latino, dall'altra parte nessuno capiva una beneamata mazza e alla fine ce ne tornavamo a casa felici e soddisfatti! Poi, la tragedia: le monsignore dell'epoca, strafatte di LSD e dischi di Caterina Caselli decidono con il Concilio Vaticano II che forse è ora di dare una svecchiata, che non si possono fare le stesse cose  per altri settecento anni. Non vi dico che trauma! E chi l'ha mai imparata la liturgia in latino? Io ho passato anni a dire al posto della messa la ricetta in latino della mousse albicocca e champagne, e non un fedele che si sia lamentato! E adesso invece dovevo seguire il copione e imparare parole nuove e complicate, come Spirito Santo. Che cavolo è lo Spirito Santo? Un eau de toilette? Non solo, ma tortura delle torture, dovevo anche presentarmi non più di spalle, ma frontalmente. Insomma tutti potevano vedere se avevo l'eye liner sbavato, vi rendete conto? Senza poi parlare del dolore immenso che avevo durante la Quaresima a mostrarmi con quella tunicona viola davanti a decine di fedeli, Santo Cielo, a me il viola non sta proprio! Sembro una gigantesca prugna, con annesso effetto lassativo.
Per questo mi unisco ancora una volta ad una delle tante battaglie portate avanti dal mio sito preferito, il sito Pontifex. In questo post la mia come sempre turgida eroina Bruno Volpe si scaglia come novella testa d'ariete contro una della più atroci sciagure che si siano abbattute sulla Chiesa Cattolica dal Concilio in avanti: i cori! Non mi riferisco certo a quello di Santa Cecilia, ma quelle dolci armate brancaleone musicali che, sempre nella volontà malata di svecchiare la liturgia, assordano gli astanti accompagnano la  messa con i loro intermezzi ye-ye. Così, gruppuscoli di preadolescenti con le facce già devastate da apparecchi e brufoli, si riuniscono la domenica con le chitarrine e il librone di settecento pagine delle canzoncine ecclesiastiche da due accordi, intonando immortali ritornelli come Io ho un amico che mi ama o Osanna eh. Certe parrocchie poi sono ancora più sofisticate e subappaltano l'esecuzione della colonna sonora ai boy scout.
Allora, mie care future generazioni, dal profondo del mio cuore: basta sputtanarvi così in gioventù! Ve ne prego, finitela! Come credete che vi veda il mondo, fatta eccezione delle vostre madri che comunque hanno gli occhi prosciuttati di affetto nei vostri confronti?

Questa NON è una caricatura

Ragazzi carissimi, citando una volta tanto Marco Masini non per mandare in malora i presenti, perché lo fate? Perché inanellate una domenica dopo l'altra motivi di cui vergognarvi quando sarete dei maturi e posati lavoratori a progetto? Insomma, datevi all'arte, datevi all'ippica, datevi fuoco, fate qualcosa, ma non i coretti la domenica con le chitarre comprate a cinquanta euro in cartoleria! Da monsignora vi posso assicurare che alla Chiesa fa molto più piacere quando ai vostri papi e mami fate terrorismo psicologico affinché versino l'otto per mille alla Chiesa Cattolica! Se cercate di fare un piacere al prete... bé sappiate che ora come ora non riesce a venirmi un mente una frase che non metta insieme le parole prete, adolescente, piacere e tromba. Quindi per evitare di scadere nel trash più totale, vi dico solo che non figurano le chitarre tra i dieci motivi per cui un essere umano di sesso maschile non dovrebbe buttare nel cesso la tonaca dopo i primi dieci minuti di seminario, e parlo per esperienza. E poi, porca pupazza, fossero gli anni cinquanta, dove l'unica cosa da fare che aveva un ragazzo era sposarsi e fare un lavoro sufficientemente massacrante da farlo schiattare senza assistenza medica a trentacinque anni! Siamo nel 2010, le strade delle nostre periferie pullulano di cose da fare! Non potete fare quello che fanno tutti i vostri coetanei, tipo farvi adescare da uno sconosciuto su msn messenger o tirare sassi dal cavalcavia? Ci fate anche un piacere, così poi mandiamo un prete con la fedina penale pulita a Uno Mattina a commentare il fatto di cronaca, e questi ripeterà che è tutta colpa del materialismo secolarista che ha preso piede nella nostra società e che per preservare i valori sarà cosa buona e giusta sganciare nella prossima finanziaria più soldi alle scuole cattoliche. Poi, per carità di Dio, dedicherò un post a parte ai boy scout, solo solo per come vanno vestiti.
Quindi avete capito? Non sprecate i vostri sabati facendo le prove per il coro della domenica successiva, suvvia uscite e andate a fare le vasche nel più mastodontico centro commerciale costruito con i soldi della 'ndrangheta su un terreno di proprietà della camorra! Ci sono anche le promozioni da Kiko cosmetici in questo periodo!
P.S.
Dati i risultati, il Concilio Vaticano 2 conferma il fatto che i sequel non sono mai all'altezza dei primi capitoli delle saghe.

Alla prossima!

sabato 4 dicembre 2010

Un po' di creatività II Il Grande Sogno di Mara

Oh Dio! Stanotte mi sono svegliata in preda ad un incubo! Ho sognato che facevano il film di Candy Candy e sceglievano come attrice protagonista Jodie Foster. Orrore! Una lesbica a fare la dolce Candy! E la prossima eresia quale sarà? Gianna Nannini diventa mamma? Anche se, a pensarci bene, le fisic diu rol lei ce l'avrebbe: è bionda, piccolina, puccettina, con il sorrisetto sempre stampato sulla faccia...

"Ci vediamo all'inferno, Susanna!"

Non so, forse ho solo bisogno di aprire i miei orizzonti, ma di solito non riesco ad aprirmi davanti ad una donna, poi se si tratta di una lesbica l'unica cosa che apro è il fuoco. 
A che pro tutta 'sta manfrina ad alto tasso di inutilità? Semplice! Il mio precedente romanzo, Lady Fini-Le rose di Palazzo Grazioli è staro un successo. Appena si saprà da che parte tirerà il vento il 15 dicembre, Ettore Bernabei e Rai Fiction mi hanno promesso che Rossella Izzo ne farà una fiction in prima serata. Sapete, sono a corto di idee: in dieci anni di berlusconismo hard core i santi e le biografie le hanno fatte tutte e sono arrivati a raschiare il fondo. Per la prossima stagione si prevedono in prima serata Santa Asdrubala di Roncobilaccio-Una vita per l'amore e Momenti di Noia-La veramente vera verità su il carabiniere santo Salvatore Brambilla. Questa è la tragica storia di un carabiniere figlio di una siciliana e di un milanese che durante la Seconda Guerra Mondiale salva l'Italia sia dai repubblichini che dai partigiani (è la fiction prevista per onorare il governo di unità nazionale).
Quindi in preda a questa febbre cinematografica ogni cosa che passa sui 10 canali in chiaro del digitale terrestre per me è oro, linfa creativa attraverso cui ritrarre e chiarire gli sfocati contorni della nostra società.
Per questo mo' me metto a sogna' de fare il casting pure di Candy Candy. E allora perché fermarsi? Oggi, a grande richiesta, stilerò la biografia di una delle figure più emblematiche della storia della Seconda Repubblica: Mara Carfagna! Con grande emozione, vi presento dunque....


Il Grande Sogno di Mara

La Maschera di Vetro, la Faccia di Bronzo

Mara Kitajima è una ragazzetta di Yokohama, in provincia di Salerno. Non è particolarmente bella, non è particolarmente dotata, ma finché non si parla del suo quoziente intellettivo tutto rientra nella norma. La piccina lavora assieme alla madre, Giancarlo Magalli, in un programma televisivo della TV nazionale giapponese, Piazza Grande. Ma il sogno di Mara va oltre quegli angusti studi televisivi. Il suo più grande sogno è diventare ministro della Repubblica! Ma sua madre non sente ragioni: vuole che sua figlia Mara impari un solido mestiere come quello della valletta e la smetta di andare appresso ad un sogno e ad una professione così bislacca. Tuttavia il destino sta per bussare alla sua porta. Un giorno infatti, mentre Mara in un giardinetto pubblico sta iscrivendo per gioco al suo partito tre piccioni e un maniaco sessuale in cambio di un'assunzione in comune, passa di lì una misteriosa signora vestita di nero! Ella è Silvia Tsukikage, leggendaria Presidente del Consiglio in carica da interi lustri alla guida del paese. Dato che ormai è vecchia e malata, oltre che minata da numerosi scandali sessuali, è alla ricerca di un'erede che possa subentrarle al leggendario ruolo di Primo Ministro. Guardare la piccola Mara accaparrarsi tessere in quella maniera è per la signora Tsukikage un'autentica folgorazione: sarà LEI la sua erede! Il dado ormai è tratto: Mara decide di mollare la televisione e sua madre Giancarlo per seguire la signora Tsukikage nel suo partito politico...


Personaggi ed interpreti

Mara Kitajima

Mara è la piccola e simpatica figlia di Giancarlo Magalli. Ella la aiuta nel lavoro nel programma "Piazza Grande", facendo da soubrette, ma i suoi sogni sono molto più ambiziosi... lei vuole diventare ministro! Nonostante il diniego della madre, lei persegue ogni giorno questa sua passione. Fonda partiti per gioco (l'ultimo è Forza del sud), corrompe con la sua paghetta i professori per avere voti più alti, nomina la sua Barbie Suncharm sua portavoce ufficiale. Sarà la signora Tsukikage a comprendere tutto il suo potenziale inespresso e ad aiutarla a coronare il suo sogno...


La signora Silvia Tsukikage

Silvia Tsukikage è un'ex attrice di teatro che, sommersa dai debiti e dalle inchieste della magistratura che indagano su come abbia messo su una compagnia teatrale senza avere una lira, decide di entrare in politica e trasformare la sua impresa di spettacolo, la Fininvest, in un partito politico. Le sue doti di donna di spettacolo le fanno vincere le elezioni e la portano ad interpretare il suo ruolo più di successo, quello di Primo Ministro. Ma i suoi risultati di politico sono disastrosi dopo lustri di governo e come confermato dal buonsenso dal sito Wikileaks, sta molto male. Urge per lei trovare un'erede, colei che avrà tale e tanto talento da continuare a garantirle i suoi privilegi da essere all'altezza di tale ruolo, quello di Primo Ministro. Riuscirà Mara nell'impresa? O le miriadi di rivali all'orizzonte la scalzeranno?


Ayumi Santanché

Ayumi Santanché è la diretta rivale di Mara al ruolo di Primo Ministro. In teoria ha tutto quello che Mara non ha: proviene da una famiglia di politici, è più ricca, è più rifatta, è più coatta. Tutti vedono in questa ragazzina l'astro nascente della politica, l'erede designata della signora Tsukikage, colei che la signora nominerà Primo Ministro. L'arrivo di Mara nell'agone quindi accenderà una forte rivalità tra le due, combattuta a suon di inviti a Pomeriggio Cinque e a Porta a Porta. Chi vincerà la sfida per ottenere il mitico ruolo?


Utada Cosentino

La mamma di Ayumi, Utada Cosentino è una famosa e potentissima deputata originaria di Casal di Principe. Un tempo è stata la migliore allieva della signora Tsukikage nonché sua delfina, ma per motivi conosciuti solo alla DIA e alla procura di Santa Maria Capua Vetere ha dovuto declinare l'incoronazione e lasciare la corsa per il ruolo a sua figlia Ayumi. Tuttavia, dopo la discesa in campo di Mara, farà di tutto per distruggerla e lasciare campo libero a Palazzo Chigi e da Vespa alla sua frugoletta.


Giancarlo Magalli


La mamma di Mara. Gestisce e conduce assieme alla figlia Piazza Grande. Farà di tutto per ostacolare la sua discesa in campo, in quanto non vede di buon occhio il mondo della politica. Ma dinanzi alla sua passione (e ai dossier illegali diffusi dalla signora Tsukikage volti a distruggerle il varietà) sarà costretta a fare un passo indietro e ad assumere, a malincuore, Adriana Volpe.





GianMasumi Fini

GianMasumi Fini è l'acerrimo nemico di Silvia Tsukikage. Un tempo membro della compagnia teatrale e poi del partito di Silvia, è stanco di aspettare che la signora decida chi sarà l'erede. Manda il partito all'aria e ne fonda uno suo, Futuro e Libertà. Da qui, assieme a parte degli attori e dei deputati al servizio di Silvia, si propone di distruggerla per prendersi con la forza il ruolo di Primo Ministro. Ma i suoi propositi spietati si scontrano davanti al faccino pulito della piccola Mara Kitajima, di cui segretamente s'invaghisce, ovviamente contraccambiato solo dalle bestemmie della ragazzina in dialetto di Yokohama. 



Italo Sakurakoji

Italo Sakurakoji è il portavoce ufficiale del partito di GianMasumi Fini, nonché suo giovane e stretto collaboratore. Vive però una piccola tragedia interiore: infatti intreccia fin da subito un'affettuosa amicizia con Mara e quando Fini molla Silvia, seguirà il grande amico GianMasumi e i suoi principi, ma dall'altra parte cercherà sempre di salvare Mara dalle trame di Ayumi Santanché e Utada Cosentino


Oddio, qui ci scappa mi sa il film prodotto dalla 01 e dalla Medusa! Alla prossima!

martedì 30 novembre 2010

Gli atei devoti, la crisi economica e i mille modi per sconfiggere la disoccupazione

Visto che tutti i cardinali sono tutti impegnati in missione speciale per convincere Casini a votare la fiducia a Berlusconi, dato anche che Bruno Vespa non poteva fare le veci di nessuno perché impegnato a promuovere il nuovo capolavoro del comando copia-incolla di Word frutto del suo genio, ovvero Il Cuore e la Spada, sono stata spedita a fare da opinionista alla marchetta presentazione della nuova imprescindibile opera di Paolo Brosio, Profumo di Lavanda, il seguito delle sue mirabolanti avventure a Medjugorje.
Anche se sono una cardinala sobria e fondamentalmente timida, devo dire di avere dato un ottimo contributo alla manifestazione, riuscendo a tenere svegli i presenti senza così dovere essere costretti ad ingaggiare al volo Milly d'Abbraccio. Il momento più alto devo ammetterlo di averlo toccato nel momento in cui mi hanno domandato quanto fosse importante per me la Madonna.
"Tantissimo, lei mi è sempre di grande aiuto nei momenti di sconforto della mia vita, come per Paolo Brosio. Insomma provate voi a sorbirvi Bagnasco che gnaula durante le riunioni della Conferenza Episcopale Italiana senza avere Like a prayer sparata a palla nelle orecchie. Inoltre da quando ha fatto scoprire la magia della pinzetta per le sopracciglia a sua figlia Lola ha la mia più grande stima."
Tuttavia, essendo uoma di Chiesa, non sono una persona attenta solamente alla dottrina o alla teologia più astratta. Come dicevano Jem e le Holograms (o era Karl Marx? Bah, faccio sempre confusione tra le due scuole di pensiero) non sono i concetti a produrre i fatti, ma i fatti a produrre i concetti. Fuori da queste stanze che, tra i marmi, gli ori, gli stucchi, i minorenni testimoniano la nostra durissima lotta per l'evangelizzazione delle nostre greggi, esiste una realtà palpitante di dolore e lacrime. Vabbè, per farla breve. Mentre Paolo Brosio e i suoi denti parlavano della loro conversione, io mi trastullavo spogliando mentalmente la nazionale italiana di rugby e pensando a come sia sparita una fondamentale categoria da tutti i talk show televisivi (seppur prontamente sostituita da Italo Bocchino e dall'avvocato di Sabrina Misseri): GLI ECONOMISTI!
Sono tutti spariti dopo che della Lehmann Brothers sono rimasti solo i coriandoli! Prima apparivano sempre e comunque: tutti rigorosamente belli, giovani, peso forma, con il sorrisetto supponente a mostrare dentature più bianche di quella della Ventura, il colletto della camicia azzurrino perfettamente inamidato, l'accento milanese e l'occhialetto con la montatura più precisamente odiosa del catalogo Luxottica. Tutti sempre a rispondere a qualsiasi domanda gli venisse posta con la solita aura fighetta:
"Solo se il lavoro è flessibile, il minimo sindacale annientato, l'ossigeno privatizzato, le tasse cancellate al Primo e Secondo Stato, i diritti umani sostituiti da buoni sconto dell'Ikea il PIL può sperare di crescere e il paese [inserire nome qui che non sia Cina] può vincere la sfida della globalizzazione"
Infatti.
Adesso appaiono sparuti e tristarelli in qualche programma in quinta serata, intervistati al massimo da Maurizia Paradiso. Forse si stanno ancora riprendendo tutti dallo shock dell'aver scoperto che la curva di Laffer (per i niubbi: il grafico che dimostra che più abbassi le tasse più tutto cresce, dal PIL alle tette di Rita Rusic) non ha validità empirica. Cioè, la curva di Laffer è da considerarsi plausibile esattamente come la verginità di Puffetta.


La curva di Laffer nei libri e nelle teste degli economisti

L'unica curva di Laffer possibile nella realtà. In questa però ci sono le nuvolette!


Ma non disperate, disperati di tutto il mondo! Voglio lanciare dal mio bellissimo blog un post pieno sì di speranza, ma anche di consigli per voi nuovi sottoproletari che vi accingete a vivere l'ebrezza dello stare al di sotto della soglia di povertà. Se non sbaglio occuparsi dei poveri dovrebbe figurare tra i compiti della Chiesa, giusto? Comunque cari miei salariati, siete stati licenziati? Il vostro padrone ha preso armi e bagagli ed è andato a produrre in un paese dove l'avvelenamento delle falde acquifere non è un reato, ma al massimo maleducazione? Avete tre lauree in tre settori dell'ingegneria e trovate solo lavori i cui contratti non contemplano uno stipendio? Allora tesori miei, non perdete tempo a "ricollocarvi", scaldando magari i banchi di un corso professionale finanziato dall'Unione Europea per smacchiatrici di leopardi! Giovini, smettete di scrivere pubblicazioni che firmerà il figlio del vostro professore! Non cercate false speranze, la Terra Promessa è molto più vicina di quanto crediate! Il segreto per una vita professionale piena di soddisfazioni e promozioni in Italia è solo uno: diventare atei devoti!
Per capire meglio cosa sono gli atei devoti, li definiremo come tutte quelle persone che, se nel normale contesto di una normale nazione normalmente sviluppata al massimo si guadagnerebbero da vivere scrostando le gomme da masticare dai cessi dell'Autogrill, in Italia, ripetendo a pappagallo tutta una serie di fregnacce affermando con forza la non negoziabilità dei principi più retrivi del cattolicesimo, ottengono onori e glorie. Non importa che essi non possano più nascondere scheletri nei loro armadi, tanto sono pieni di zoccole e amanti; poco ci frega che in gioventù usassero il libretto rosso di Mao per cuccare; checcefrega poi se hanno preso fondi neri dalla mafia, dalla camorra o da tutti i nemici di Sailor Moon. Insomma non vogliamo altri chierichetti (no, piano: quelli se ci sono van sempre bene NdR). Quelli che a noi servono sono mezze tacche sufficientemente prostituibili da fare da megafono intellettuale a qualsiasi nostra richiesta. Fateci caso: le invettive di Oriana Fallaci contro qualsiasi cosa odorasse di civiltà crescevano di pari passo con i conti da pagare ai suoi oncologi...
E allora che aspettate? La Chiesa recluta! Cerchiamo scrittori, attori, musicisti, giornalisti che appoggino qualsiasi cosa noi reputiamo essere VALORE NON NEGOZIABILE (come il divieto agli uomini di portare i pantacollant)! Offresi immeritata carriera fulminante a opinionista pronto ad arrampicarsi su qualsiasi specchio pur di rinegoziare ogni tipo di conquista dell'umanità (se non ci fosse stata la Rivoluzione Francese oggi non ci sarebbe il film live action di Lady Oscar: sapevatelo)!
Come dice la parola stessa, cari miei reietti, diventare atei devoti è semplicissimo! Innanzitutto non dovrete andare al catechismo, scrivervi sulla mano i Dieci Comandamenti, sforzarvi di amare il prossimo come amate voi stessi. Per avere una rendita sicura dovrete solo seguire i semplici step che qui vi elencherò a mo' di tutorial, un po' come quelli che fa Courtney Love sul suo make up. 
  1. Prendete quelle piccole tiranne che vi comandano come schiavi e che fanno di nome coerenza  e coscienza e riponetele nel water più vicino. Being scafato, questa è la chiave di tutto!
  2. Se lavorate nei giornali e non trovate più elegante il fatto di dovervi pagare lo stipendio, oltretutto lavorando per fogli come L'Eco di Bisignano Calabro o La voce dei Molisani, iniziate dagli editoriali. Basta inchieste, indagini, interviste scottanti: la gente non vuole sapere che vita di merda faccia! Cominciate a scrivere contro l'aborto, il testamento biologico, le coppie di fatto, le inchieste sulla pedofilia dei preti, il Sessantotto, il preservativo. Utilizzate anche uno stile che ricordi nelle sue iperbole il Mein Kampf e otterrete 100 punti pizza da spendere nelle redazioni dei maggiori quotidiani che da lì a poco vi assumeranno.
  3. Se non siete giornalisti... diventatelo no? 
  4. Libri libri libri. Ma mi raccomando, uccidete la Hannah Arendt che è in voi. Se dovete contribuire alla distruzione della Foresta Amazzonica, dovete farlo per la nobile causa del vostro conto in banca. Solo così scriverete immortali opere come La Rabbia e l'Orgoglio senza fare scorte industriali di Biochetasi.
  5. Talk show. Dopo avere scalato le classifiche dei libri parlando male di qualsiasi gruppo o idea Adolf Hitler avrebbe represso, siete entrati nel club degli intellettuali. Cosa fa in Italia l'intelletuale? Scrive? Dirige? Compone? No! Va nei talk show. Qui è il vero campo di battaglia, è negli studi televisivi che ogni giorno la Chiesa combatte ogni forma di evoluzione mentale di deriva laicista della società. Ricordate: siete voi che forgiate le casalinghe frustrate mentre spolverano le millemila bomboniere del loro salotto! Siete voi che date un senso alle esistenze di centinaia di disoccupati non qualificati e soprattutto incavolati! Siete sempre voi ad essere l'unico trastullo che possano permettersi cassaintegrati e pensionati minimi! Quindi armatevi di elmetto, ripassate la poesiola a memoria e combattete! Parlate per ore, ininterrottamente e dite sempre e solo: l'aborto è omicidio, il testamento biologico è genocidio, i matrimoni gay sono matricidio, le coppie di fatto uxoricidio... vabbé basta che l'aggettivo finisca in -cidio e siamo a cavallo. Siate odiosi e ripetitivi come i pappagalli, interrompete tutto lamentandovi che v'interrompono, fate caciara, se la situazione si fa grave fate premete il bottone sul telecomando che avete nella tasca. In questo modo esploderà di nuovo Piazza Fontana e poi potremo dare la colpa ai seminatori d'odio [inserire nome qui].
  6. Creatività! Vi siete sgolati abbastanza facendo continue maratone da Pomeriggio sul Due, La Vita in Diretta, Pomeriggio Cinque, L'Arena. Insomma, vi siete presi le stellette sul campo, è arrivato il momento di ritirarsi dalla prima linea e combattere le nostre battaglie da un posto sicuramente più comodo. Vi meritate come minimo un posto come capostruttura, caporedattore, capo indiano alla RAI. Insomma, la stanza dei bottoni. Ricordate sempre: non si dice censura, si dice contraddittorio. Promuovete al rango di opinionista altri atei devoti come voi, che sennò si fa la fila fuori. Il papa agli ebrei nelle fiction li salva sempre grazie ai suoi superpoteri. Sempre nelle fiction i protagonisti sono sposati; se per esigenze di sceneggiatura c'è un divorziato è triste e brutto, se ci sono due che convivono al di fuori del sacro vincolo lei deve essere una troia. I gay non esistono nel pianeta in cui sono ambientate le fiction. 
  7. Se non avete abbastanza pelo sullo stomaco per continuare a bazzicare in RAI, che problema c'è? Si fonda un giornale che camperà grazie agli aiuti statali. Chiamatelo come vi pare, Il Trasformista, Lo Strafatto quotidiano, La Corriera della Sera, Il Giornalaio... vabbè trovate un nome, un ufficio in centro a Roma, tre computer su cui fare finta di scrivere qualcosa e noi penseremo a intercedere per i soldi. Che importa del resto? Siete finalmente direttori di un quotidiano! Dato che a questo punto la vostra credibilità intellettuale è completamente sputtanata, la vostra notorietà sarà data solo dal numero di cannonate che sparerete dai vostri fogli. Promuovete raccolte firme contro il burqa nelle scuole, fondate movimenti che propongano la crocifissione dei medici abortisti, lanciate moratorie ONU contro le doppie punte. Insomma divertitevi, basta che se ne parli per almeno due settimane, il tempo di inventare qualche altra menata da sparare con il lanciamissili sui giornali.
  8. E infine... un seggio da parlamentare! Potete fare tutte le cose che avete fatto negli step precedenti, ma in più adesso avete anche il potere di trasformare in legge qualunque cosa piaccia a noi. Mi raccomando, votate per almeno due anni, il tempo di avere la pensione ad aeternum e poi siete liberi di tornare alla vita civile.
Visto? Non ci vuole niente oggigiorno ad avere di che vivere, basta un po' di intraprendenza! Fatevi coraggio allora! Ah, un'ultima cosa (ma Donna, 'sto post è più lungo di certe menate di Pontifex!): anche se siete atei devoti, ricordate sempre che non avrete altro dio all'infuori di Lui



Alla prossima!

venerdì 26 novembre 2010

Cul...tura ed altre facezie

Carissimi amici e incidentalmente carissime lettrici, vi voglio fare partecipi di una mia languida preoccupazione. Vedete da un po' di tempo sto frequentando una guardia svizzera di nome Hugo. A parte il nome già evocatore di sfigatume, egli è veramente un bel manzo assolutamente ben rifornito sotto ogni punto di vista. Bé, passeggiando per i giardini di Città del Vaticano e cinguettandoci vicendevolmente diabetiche paroline d'amore, egli mi ha fatto notare una cosa: sono leggermente ignorante! Come ben sapete, tra i vari motivi per cui sono riuscita a divenire cardinala non ce n'è uno che abbia a che fare con la vocazione, men che meno con l'interesse per la teologia o qualsiasi cosa riguardi dei concetti riportati su della carta stampata, fatta lodevole eccezione per tutto ciò che concepisce Silvana Giacobini. Così il mio uomo ha scoperto che io so perfettamente a memoria tutte le nuance di smalti che Barbara D'Urso ha messo sulle sue unghie fin dalla prima puntata della passata stagione di Pomeriggio Cinque, ma al tempo stesso è venuto a conoscenza del fatto che io sono convintissima che Gabriel Garcia Marquez sia il nome di uno dei mariti di Grecia Colmenarez nella telenovelas Manuela.
Così mi ha stretto tra le sue forti braccia e mi ha detto:
"Gerlando, devi capire che la letteratura sono le ali che ci rendono liberi!"
Mai quanto il vaccino contro l'AIDS, avrei chiosato io, ma ero così eccitata di stare abbarbicato al suo forte petto che avevo pure i brillucciconi agli occhi.

Io abbracciata da lui 

Così, per farlo felice, ho deciso di prendere un libro in mano, il terzo dopo la Bibbia e la biografia non autorizzata di Tonio Cartonio. Dato il mio non fertile background culturale, il libraio mi ha consigliato di iniziare con qualcosa di leggero, indirizzandomi su due libri:
  • Il Natale con Qui Quo Qua
  • Qualsiasi cosa di Paolo Coelho
Dato che volevo un po' allontanarmi dalle tematiche teologiche, ho optato per qualsiasi cosa di Paolo Coelho, scegliendo tra tutti il suo Veronika decide di morire. Visto che questo è un blog e un blog serve principalmente a tenere a bada il proprio disturbo narcisistico della personalità e a spiattellare i proprio cazzi nel World Wide Web, vi fornirò la recensione del mio culturale atto d'ammmore.

Veronika decide di morire
recensione di Monsignor Gerlando Gerlandetti

Di fronte a libri come Veronika decide di morire sarebbe meglio dare il nostro cervello in pasto ai reality show o alla propaganda di qualche dittatorello basso, calvo e grassoccio che deciderà qualche giorno, di punto in bianco, di mandarci a morire in massa in qualche guerra per l'affermazione dell'inalienabile diritto all'orgasmo maschile sempre e dovunque.
Ma bando alle premesse ad alto tasso di inutilità, passiamo alla recensione. Allora Veronika è una ragazza slovena... e qui già verrebbe da dirsi perchè uno scrittore brasiliano dovrebbe ambientare un suo libro in Slovenia: non lo so, perchè non in Tagikistan o alle Isole Andamane? Non si sa, comunque sia la nostra eroina decide di tentare il suicidio e grazie a Dio si trova in Slovenia e non in Sicilia, perchè in Slovenia le trovano un posto letto in un ospedale psichiatrico finchè non troverà la veramente vera voglia di vivere, mentre se stava in Sicilia al quinto capitolo ancora doveva arrivare l'elisoccorso.
Ora,la nostra arriva in questo ospedale psichiatrico che è forse l'unico al mondo ad avere applicato la legge Basaglia, perchè è un posto fantastico: hanno tutti la camera singola, i dottori sono sinceri ed appassionati, le infermiere angeliche ed appassionate (e nessuna ha una tresca documentata con il primario), nessuno prende psicofarmaci e per tutto il libro è primavera. La cosa più fantastica di questo ospedale psichiatrico però sono i malati: in questo ospedale psichiatrico non si sente mai parlare di bipolari, schizofrenici paranoidi, maniaci ossessivi compulsivi, demenza multinfartuale, depressione... qui i malati di mente sembrano usciti dalle barzellette di Pierino: c'è quello che si crede Napoleone, c'è il poeta, c'è l'incompreso, c'è il fin troppo romantico: viene da chiedersi allora in quale paradiso sia stato Coelho o se egli abbia semplicemente scambiato la sua esperienza all'Agenzia delle Entrate per una al manicomio.
Ma il bello dei libri di Coelho non è ovviamente il crudo realismo delle sue opere, ma la filosofia che c'è dietro. Coelho infatti è capace di vendere vagonate libri disquisendo sui fondamentali quesiti che si pone l'umanità da secoli, come "è meglio andare al mare o in montagna?", oppure "stasera slip o perizoma?", o meglio ancora "gliela chiedo al primo appuntamento o aspetto un altro po'?". Il meglio di sè Coelho lo dà quando trova finalmente delle risposte per i drammi filosofici dei suoi lettori: il nostro autore infatti è capace di essere più scontato del finto filosofo di "Quelli della notte", il mitico Catalano, solo che lui fa sul serio (almeno credo). Sarebbe capace di rapare ettari di foresta pluviale per stampare carta su cui scrivere innumerevoli capitoli in cui arriva alla fondamentale conclusione che "l'amore è bello", "vivere è pure sempre meraviglioso", "quando c'è sole è allora una bella giornata", "se mia moglie si trucca di nuovo dopo anni vuol dire che mi mette le corna". In Veronika decide di morire non si smentisce: il profondo significato dell'opera è che la follia in fondo in fondo non esiste, è solo un modo alternativo di vedere le cose (vallo a dire alle vittime dei serial killer). Ovviamente a rivelare l'arcano sono gli amici folli di Veronika, i quali hanno tutti una verità fondamentale da fare sorbire alla nostra eroina (vabbè che solo le piante non hanno una mazza da dire di "intelligente" in questo libro, a parte Veronika ovviamente).
Consigliatissimo se trovate intelligenti le Winx.

Quando il mio uomo mi ha chiesto allora se mi fosse piaciuto, dato che è vietato dire falsa testimonianza, ho allora esclamato:
"Quasi quanto fare sesso con una donna."
Spero abbia capito l'antifona, visto che è svizzero e padroneggia male la lingua... italiana (perché con la sua fa miracoli degni di una beatificazione)
Alla prossima!

martedì 23 novembre 2010

Sull'eutanasia, ovvero come esibire un'espressione entusiasta dinanzi ad un regalo che fa cagare

Dato che ormai le chiavate al Grande Fratello  stanno diventando scontate come l'allergia in primavera e gli istinti omicidi al lavoro, questo lunedì mi sono dedicata alla visione di Vieni via con me. Non sia mai che non faccia qualcosa che non facciano tutti, poi sennò in curia tutte cominciano a sparleggiare di cose che non conosco e mi sento esclusa. E poi, parliamoci chiaro, il sito Pontifex ha sentenziato: bisogna parlare male di Saviano perché anche la camorra paga la questua questo scribacchino da quattro soldi sa solo gettare fango su realtà indispensabili allo sviluppo italiano come Casoria, Aversa, Giugliano, Casal di Principe, senza contraddittorio e senza nemmeno degnarsi di disboscarsi le sopracciglia. Quindi mi unisco alla crociata senza se e senza ma contro il programma, scagliandomi contro la qualsiasi, dalla scenografia alla gonna a palloncino di Susanna Camusso.
E alla fine, cosa leggo in questo post? Che Fazio e Saviano hanno permesso a Mina Welby di parlare come se nulla fosse della vicenda di suo marito Piergiorgio. Fabio Fazio e Roberto Saviano hanno usato i soldi dei contribuenti (che sarebbero potuti essere spesi molto più utilmente per i capolavori di Cinzia TH Torrini, per assumere mogli/parenti/troiume vario, per le rate della liposuzione di Mara Venier, per le vacanze le trasferte alle Bahamas del DG Mauro Masi) per fare cosa?? PER PARLARE DELL'EUTANASIA!
Cara Bruna e in questo caso, caro Don Marcella, mi unisco alla vostra indignazione per questo sfoggio di libero pensiero di blasfemia in prima serata.
Cari lettori, redarre un testamento biologico è un gravissimo peccato frutto di quella deleteria moda nata con l'Illuminismo dell'inalienabilità dei diritti dell'individuo. Secondo questo trend, un essere umano è libero di disporre della propria vita avendo solo la legge sopra di sé, cosa che ha causato tragedie immani come lo stato laico, l'eguaglianza dei cittadini, le persone in evidente sovrappeso che si ostinano ad indossare i pantaloni a vita bassa.
Voglio dunque usufruire di questo mio post per rispondere alla propaganda laicista e secolarizzata e dar mano forte al sito Pontifex per ribadire il no della Chiesa a qualsiasi tipo di interruzione spontanea della vita. SOPRATTUTTO SE QUESTA FA VOMITARE!
Ora il problema, cara Don Marcella e cara Bruna, è che il vostro post pro-life è un tantinello... palloso? abbioccante? alla terza riga ti iscrivi al gruppo su Facebook "Mille e uno modi di darsi fuoco senza sporcare casa"? Questo è il problema della Chiesa Cattolica: non sapere comunicare. Ora, dato che la mia conoscenza letteraria non va oltre il capolavoro assoluto di Federica Pellegrini Mamma posso farmi il piercing?, penso di capire quanto possono essere estesi gli sbadigli quando si cercano di giustificare assurdi anatemi si ha il dovere di diffondere la Buona Novella e non si conoscono a sufficienza i quozienti intellettivi delle persone da salvare. Per questo vi spiegherò, o povere pecorelle smarrite, per quale motivo il testamento biologico è un abominio che farà bruciare all'inferno chi lo chiede e che farà precipitare nei sondaggi i politici che lo appoggiano.
Allora, cari lettori, che cos'è la vita? Un dono. Insomma un regalo, come quelli sotto l'albero a Natale o quelli dentro le buste di carta quando si lavora all'Assessorato all'Urbanistica.
Acclarato questo dato di fatto, ora vi pongo una domanda: se ricevete un regalo brutto, che non vi piace, voi che fate? Lo rifiutate, oppure fate buon viso a cattivo gioco e ve lo portate a casa?
Se avete risposto sì alla seconda risposta, vi siete dati la risposta teologicamente esatta. Rispedire la propria vita al mittente è un atto di maleducazione nei confronti di Nostro Signore, quindi da condannare senza se e senza ma. Insomma vi fate problemi a Natale di non scontentare vostra suocera o vostra cognata e poi siete così ineducati nei confronti del vostro Creatore? Quindi il bravo cattolico non si lamenta se il suo dono è fallato oppure mostra i segni di un grave difetto strutturale, né chiama il numero verde per fare reclamo. Se lo tiene esibendo un'espressione entusiasta anche dinanzi ad un dono che fa vistosamente cagare.

 Un bravo cattolico che reagisce in maniera cattolicamente sana alla scoperta di una malattia genetica incurabile che lo porterà ad una morte lenta ed atroce

Facendo degli esempi pratici: se siete calvi e a Natale vi regalano una piastra voi cosa fate? Gliela fate ingoiare oppure esclamate cinguettando che non vedete l'ora di correre a casa vostra per testarla il prima possibile? Se le mani vi sono esplose armeggiando lo scorso capodanno un petardo della potenza di sette megatoni e vi regalano un set di smalti di tutte le sfumature del giallo, voi che fate? Gli ficcate due dita in gola fino a fargli vomitare il pandoro e i settantasette torroncini del Natale 1999 oppure dite candidamente "grazie"? Ecco, la cosa si può anche spostare in ambito religioso. Se scoprite di soffrire di Sclerosi Laterale Amiotrofica e sapete che il vostro destino sarà vedere il vostro corpo diventare un suppellettile fino a crepare di asfissia, voi che fate? Scegliete di disporre come vostre ultime ed insindacabili volontà di fare una fine umanamente dignitosa, oppure vi tenete il dono che Dio vi ha fatto per non fare brutta figura  FINO ALLA FINE? Se cadete in coma vegetativo senza più alcuna speranza di risveglio cosa fate? Chiedete che vi venga staccata la spina per porre fine ad una vita senza più alcuna dignità umana oppure vi tenete quello che vi è stato donato senza troppe lamentele? Quindi ben vengano persone come Roberto Formigoni e il suo ostracismo più assoluto contro Beppino Englaro e le bestemmie di Silvio Berlusconi contro il diniego all'accanimento terapeutico previsto da quel pacchiano origami di carta  dalla Costituzione. Bisogna lottare strenuamente affinché si affermi il principio del bon ton nei confronti di Dio.
Alla prossima!